"E' tempo di riconoscere il
maltrattamento sui minori come un problema di salute pubblica, e non solo di
giustizia penale. L'abuso sui minori è prevenibile attraverso un approccio
integrato di salute pubblica”- evidenzia Zsuzsanna Jakab, direttore regionale Oms per l'Europa.
Sempre secondo l’OMS, oltre ad avere un impatto devastante sulla vita dei giovanissimi, il maltrattamento ha conseguenze di vasta portata dal punto di vista dei costi sociali ed economici, stimabili in "decine di miliardi di euro".
Il legame tra maltrattamenti e sviluppo di malattie mentali è indiscutibile, sottolineano gli esperti: l'abuso può essere responsabile di un quarto dei casi di disturbi mentali come depressione, ansia, disturbi alimentari, problemi di comportamento, tentativi di suicidio, autolesionismo e uso illecito di stupefacenti. Non solo, il comportamento violento spesso passa di generazione in generazione, favorendo l'instaurarsi di un ciclo di violenza. La prevenzione è cruciale, sottolineano gli esperti, che sollecitano interventi mirati a sostegno della genitorialità e programmi per prevenire e intercettare i traumi come la sindrome del bambino scosso. Ma anche campagne mirate sui media.
Sempre secondo l’OMS, oltre ad avere un impatto devastante sulla vita dei giovanissimi, il maltrattamento ha conseguenze di vasta portata dal punto di vista dei costi sociali ed economici, stimabili in "decine di miliardi di euro".
Il legame tra maltrattamenti e sviluppo di malattie mentali è indiscutibile, sottolineano gli esperti: l'abuso può essere responsabile di un quarto dei casi di disturbi mentali come depressione, ansia, disturbi alimentari, problemi di comportamento, tentativi di suicidio, autolesionismo e uso illecito di stupefacenti. Non solo, il comportamento violento spesso passa di generazione in generazione, favorendo l'instaurarsi di un ciclo di violenza. La prevenzione è cruciale, sottolineano gli esperti, che sollecitano interventi mirati a sostegno della genitorialità e programmi per prevenire e intercettare i traumi come la sindrome del bambino scosso. Ma anche campagne mirate sui media.
Secondo un nuovo rapporto dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) sulla prevenzione del maltrattamento
infantile più di 18 milioni di bambini e
ragazzi sotto i 18 anni sono maltrattati in Europa. Ogni anno 852 morti fra i
bambini sotto i 15 anni. Morti che, avvertono gli esperti Oms riuniti al
meeting del Comitato regionale per l'Europa, sono solo la punta di un iceberg. Secondo questo rapporto la prevalenza del
maltrattamento è molto più elevato, che vanno dal 29,1% per l'abuso emotivo, il
22,9% per l'abuso fisico, al 13,4% per l'abuso sessuale nelle ragazze e del
5,7% nei ragazzi.
Altre ricerche e altri dati sulla
violenza ai danni dei più piccoli. Ma nonostante la reiterazione di queste
statistiche sconvolgenti sulla diffusione del fenomeno del maltrattamento e
dell’abuso il problema rimane oggetto di una rimozione e di una negazione da
parte delle istituzioni sociali e da parte degli stessi operatori sociali e
sanitari.
Secondo un recente dossier di Terre
des hommes, le bambine e le ragazze sono ancora le vittime più vulnerabili
della violenza verso i minori: in totale il 60% delle 5103 vittime dei reati
commessi e denunciati a danno di minori nel 2012 (erano 4.946 nel 2011). E’ un
quadro allarmante quello che emerge dal Dossier “indifesa” di Terre des Hommes
presentato oggi a Roma con i dati forniti dalle Forze dell’Ordine. In
particolare le bambine e le ragazze sono le vittime più vulnerabili della
violenza sessuale verso i minori nel 2012: l’85% del totale, pari a 689
vittime. A queste vanno aggiunte le 422 vittime di violenza sessuale aggravata,
il 79% femmine.
Preoccupante l’incremento dei reati di atti sessuali con
minorenni, il cui numero delle vittime (505) è triplicato rispetto all’anno
precedente. Il 78% sono bambine e adolescenti. A registrare l’aumento più
drammatico è la pornografia minorile: +370%, a danno di 108 minori, il 69% dei
quali femmine. I maltrattamenti in famiglia sono ancora i reati che mietono
maggiori vittime tra i bambini, toccando la cifra record di 1.246 nel 2012, 82
in più del 2011.
I dati di TERRE DES HOMMES
si riferiscono agli accertamenti in ambito giudiziario. E non bisogna ricordare
moltissime ricerche, svolte in diverse parti del mondo, dimostrano che il numero dei reati denunciati e a maggior ragione la percentuale dei reati
accertati è assolutamente irrisoria
rispetto a quelli effettivamente consumati, accertabili con le ricerche
retrospettive. Per es. In base ad un
importante ricerca dell’istituto degli Innocenti solo una ridottissima
percentuale (2,9%) ha denunciato all’autorità giudiziaria l’abuso sessuale
subito (Cfr. D. Bianchi, E. Moretti, Vite
in bilico. Indagine retrospettiva su maltrattamenti e abusi in età infantile,
Istituto degli Innocenti, Firenze, 2006).
Continuano
a pervenire dati statistici ed informazioni sulla consistenza e sulla diffusione del
fenomeno della violenza sui minori, sulle dimensioni endemiche del
maltrattamento e dell’abuso sui bambini.
Ciò nonostante il problema
rimane oggetto di una rimozione e di una negazione da parte delle istituzioni
sociali e da parte degli stessi operatori sociali e sanitari.
Piovono le informazioni ma resistono le emozioni. Emozioni di rifiuto a riconoscere l’entità del fenomeno e la possibilità stessa che il fenomeno ti possa passare vicino ti possa passare accanto. Permane la tendenza nella comunità dei medici e degli psicologi a non prendere in considerazione l’ipotesi che tra i numeri sconcertanti delle statistiche possa esserci il bambino che stai esaminando.
Piovono le informazioni ma resistono le emozioni. Emozioni di rifiuto a riconoscere l’entità del fenomeno e la possibilità stessa che il fenomeno ti possa passare vicino ti possa passare accanto. Permane la tendenza nella comunità dei medici e degli psicologi a non prendere in considerazione l’ipotesi che tra i numeri sconcertanti delle statistiche possa esserci il bambino che stai esaminando.
A fronte
di queste ricerche permane la forza del negazionismo che condiziona le istituzioni e la comunità degli
operatori e il mondo degli psicologi in
particolare. C’è un oceano di falsi
negativi che continuano a non essere diagnosticati.
Non si
tratta ovviamente di voler assumere nell’approccio clinico una posizione
aprioristica che enfatizzi l’ipotesi del maltrattamento e dell’abuso. Si tratta
piuttosto di non escludere – come una gran parte degli psicologi continua a
fare – l’ipotesi della violenza dal campo mentale, quando ci si avvicina alla
diagnosi.
Le tesi precostituite
del negazionismo continuano a tener banco: si afferma che la maggior
parte delle denunce di abuso risulterebbero aprioristicamente infondate; in caso di situazioni di conflitto l’ipotesi della falsa accusa è l’unica ipotesi
che viene nei fatti presa in considerazione;
si sostiene che i bambini non
meriterebbero un ascolto aperto, fiducioso non suggestivo, che li metta in
grado di esprimere la verità di cui sono portatori.
Un
medico non deve avere in testa ovviamente
solo l’ipotesi diagnostica del tumore,
ma cosa penseremo dello specialista che
non tenesse costantemente in mente nell’esame clinico tale ipotesi assieme a
tutte le altre che meritano di essere prese in considerazione?
L'indifferenza
e l'insensibilità dei professionisti sono una causa rilevante del mancato
riconoscimento dell'abuso e del maltrattamento sui bambini e spesso risultano un
fattore di oggettiva collusione con la violenza.

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